Il 31 marzo è terminata la seconda fase di cernita nazionale per i cosiddetti “conti dormienti”, ovvero tutti quei conti correnti, certificati di deposito, libretti di risparmio, che per qualsivoglia motivo non siano stati mai movimentati, né dal titolare del conto, né da terzi, per un periodo storico di almeno 10 anni.
Il D.P.R. n. 116/07 di attuazione della legge 266/05 imponeva, infatti, alle Banche e ad altri intermediari finanziari di verificare presenza, o meno, di suddetti rapporti, nei propri database, e comunicare i dati relativi al Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Le stime delle prime ricerche effettuate rappresentavano un patrimonio reale, dormienti, di circa 800 milioni di euro, distribuiti in circa un milione di conti, e la cui decorrenza decennale culminava entro e non oltre la data del 17 Agosto 2008. A questo patrimonio, quindi, si andranno ad aggiungere, ulteriori 36.000 conti (con un totale dormiente di circa 48 milioni di euro), calcolati dai nuovi rapporti bancari e postali, la cui scadenza decennale rientra, invece, nei termini, di seconda fase, del 31 dicembre del 2008.
Dal 18 Maggio 2009 sarà possibile visionare, mediante un apposito motore di ricerca consultabile sul sito web del Ministero dell’Economia e delle Finanze, l’elenco dei conti in oggetto, e verificare se, per dimenticanza o per non conoscenza, si è titolari o meno di uno di questi conti.
Per chiunque abbia la fortuna di scoprirsi stupito “proprietario”, ricordiamo, che l’accertamento di un conto “dormiente” non qualifica, però, l’immediata restituzione della somma al titolare di fatto; la persona coinvolta nel conto, ne dovrà richiedere il rimborso, presso la Banca o l’Istituto finanziario che ne detiene il controllo, entro il 31 maggio 2009, data entro cui, per decreto legge, il totale dei conti rilevati verrà riversato in un apposito Fondo governativo.
Esistono, comunque, possibilità di “risveglio” anche dopo questa data: in questi casi il titolare dovrà rivolgersi direttamente al Fondo per ottenere restituzione del proprio credito. Ricordiamo, infine, che il totale accumulato dal Fondo dormiente, secondo le disposizioni normative, viene utilizzato dal Governo per risarcire le vittime di frodi finanziarie.